Arrivo a Perth

Perth. 29 novembre 2015. La data in cui mettiamo piede in terra australiana. Senza motivi apparenti scegliamo la cittá piu isolata al mondo. Capitale del Western Australia, affacciata sulla costa di un ghiacciato Oceano Indiano. L’impatto è memorabile: un ostello puzzolente, prezzi esorbitanti, pronuncia incomprensibile, temperature elevate. Decidiamo di starci poco e di cercare un furgone, futura casa durante la ricerca delle farm. Il piano è spostarci verso sud il piu presto possibile.
Perth è grande ma non una grande cittá, si espande per molti chilometri, ci sono tante case, persone, treni, bus, piste ciclabili, c’è il centro con i palazzoni: ma non è una grande cittá, finge di esserlo, si traveste, ma tolte luci e grattacieli poco rimane. Come tutti gli agglomerati urbani non mancano contraddizioni e contrasti. Parchetti che in orari notturni diventano dimora di aborigeni pieni d’alcol e droghe strane, giovani e non che aspettano irrequieti il weekend per buttarsi in qualche locale anonimo nel centro di Northbridge e ammazzarsi di birre. Un po’ finta, provinciale, senz’anima.
Per quanto gli australiani si impegnino costruendo, migliorando, ristrutturando purtroppo per loro una cittá è fatta di storia, arte, musica. Cresce con lotte, si sviluppa con le rivolte, si fa portavoce di diritti e di soprusi. Piazze che diventano stati d’animo, ricordi storici e non solo luoghi o spazi. l’aggregazione dell’underground, il fermento del sotteraneo.
Gli abitanti di Perth sono perlopiù benestanti borghesi, zone particolarmenti pericolose non ce ne sono. Nulla a che vedere con le periferie e i sobborghi europei per intenderci. È tutto residenziale, noiose villette ovunque, quartieri identici, case identiche, macchine identiche. Delle piccole scatole tutte uguali. E poi gli orari, dopo le 9 di sera trovare qualcuno per strada è una raritá. Qualcosa da mangiare? McDonald’s, Domino Pizza e altri fast food del genere regnano sovrani sulle notti cittadine.
Eppure. Eppure è un popolo multiforme, che viene da lontano ma l’ha scordato. Eppure
è un’amalgama di culture, di storie, di famiglie divise, di cuori spezzati, di umanitá.

Per gli australiani Perth è frenetica, da ex pendolare milanese posso dire a gran voce di no, trafficata, ma non frenetica. Anzi, la definerei lenta, consueta, accondiscendente. A volte confortevole, nel senso stretto di sentirsi a proprio agio, riesci a gestirla, a starle dietro, il piu delle volte davanti.

Ci puoi trovare l’asia, ci trovi l’europa, ci trovi uno dei popoli piu antichi del mondo. Basta spingersi un po’ piu a fondo, guardare sotto quella pellaccia dura e grezza.

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